IOSS e regime forfetario: perché serve una verifica preventiva
L’e-commerce ha reso più semplice vendere beni a consumatori situati in altri Paesi, ma ha anche aumentato la complessità degli adempimenti IVA.
Uno degli strumenti utilizzati nelle vendite a distanza di beni importati è il regime IOSS, cioè Import One Stop Shop.
Il regime consente di gestire l’IVA sulle vendite a distanza di beni importati di valore non superiore a 150 euro attraverso una procedura centralizzata.
La novità interessa soprattutto:
- venditori online;
- operatori in dropshipping;
- imprese che acquistano beni fuori dall’Unione europea;
- soggetti che utilizzano marketplace;
- professionisti o piccoli imprenditori in regime forfetario.
Come funziona il regime IOSS
Il regime IOSS è stato introdotto per semplificare l’applicazione dell’IVA sulle vendite a distanza di beni importati destinati a consumatori finali dell’Unione europea.
In presenza dei requisiti, il venditore:
- applica l’IVA del Paese di destinazione;
- incassa l’imposta dal cliente;
- dichiara l’IVA attraverso il sistema IOSS;
- versa l’imposta secondo le regole previste;
- evita, in determinati casi, la gestione separata dell’IVA all’importazione.
Il regime riguarda beni spediti da Paesi extra-UE e di valore non superiore alla soglia prevista dalla disciplina.
Non deve essere confuso con:
- regime OSS per le vendite intracomunitarie;
- importazioni effettuate da un soggetto diverso dal venditore;
- vendite verso clienti business;
- vendite verso Paesi extra-UE.
Perché il regime IOSS può essere incompatibile con il forfetario
Il regime forfetario è un regime agevolato che prevede, in linea generale, la mancata applicazione dell’IVA sulle operazioni attive e l’impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti.
Il regime IOSS, invece, presuppone una gestione dell’IVA sulle vendite effettuate nei confronti di consumatori finali situati in altri Stati membri.
L’utilizzo dell’IOSS richiede quindi un sistema di applicazione, riscossione e versamento dell’imposta che non si concilia con il funzionamento ordinario del regime forfetario.
Dal 2027, chi utilizza il regime IOSS dovrà prestare particolare attenzione alla compatibilità del proprio inquadramento fiscale.
La verifica deve essere effettuata prima di:
- aderire al regime;
- attivare un marketplace;
- iniziare vendite cross-border;
- utilizzare un intermediario IOSS;
- modificare il modello di gestione delle importazioni.
Un esempio pratico
Un contribuente in regime forfetario vende accessori acquistati da un fornitore cinese a clienti privati in Francia, Germania e Spagna.
La piattaforma propone di utilizzare l’IOSS per riscuotere l’IVA al momento dell’acquisto.
Prima di attivare la funzione, il contribuente deve verificare:
- se l’importazione è effettuata in suo nome;
- chi è il soggetto responsabile dell’IVA;
- chi presenta la dichiarazione IOSS;
- quale soggetto versa l’imposta;
- se il contribuente può mantenere il regime forfetario;
- se il marketplace opera come intermediario;
- quali documenti devono essere conservati.
L’attivazione automatica del regime sulla piattaforma non risolve la compatibilità fiscale dell’operazione.
Il ruolo dei marketplace
I marketplace possono intervenire nella gestione degli ordini, dei pagamenti, della logistica e degli adempimenti IVA.
Il venditore deve però conoscere il ruolo assunto dalla piattaforma:
- semplice intermediario tecnologico;
- soggetto che incassa il pagamento;
- soggetto che gestisce l’importazione;
- fornitore presunto;
- intermediario autorizzato IOSS.
La corretta qualificazione del rapporto è essenziale per determinare chi deve applicare l’IVA e con quale modalità.
Come prepararsi al 2027
Chi utilizza o intende utilizzare l’IOSS dovrebbe:
- mappare i flussi di vendita;
- distinguere clienti privati e soggetti IVA;
- identificare i Paesi di destinazione;
- verificare il valore dei beni;
- analizzare i contratti con i marketplace;
- controllare chi effettua l’importazione;
- verificare il regime fiscale applicato in Italia;
- simulare l’impatto del passaggio a un regime ordinario.
È utile predisporre una tabella con:
- Paese del cliente;
- luogo di partenza dei beni;
- valore della spedizione;
- soggetto importatore;
- aliquota IVA;
- regime applicato;
- piattaforma utilizzata;
- adempimenti dichiarativi.
Conclusione
L’incompatibilità tra IOSS e regime forfetario impone agli operatori dell’e-commerce una verifica preventiva del proprio modello di business.
Le vendite internazionali non devono essere gestite soltanto dal punto di vista commerciale. Ogni scelta della piattaforma, della logistica o del sistema di pagamento può produrre conseguenze fiscali.
Grazie per l’attenzione.
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