Corrispettivi telematici: la tolleranza del 5% non sostituisce i controlli
La trasmissione dei corrispettivi telematici è ormai parte integrante della gestione fiscale quotidiana di negozi, pubblici esercizi, attività ricettive e imprese che effettuano vendite al dettaglio.
Ogni giorno i dati relativi agli incassi vengono memorizzati e trasmessi attraverso il registratore telematico o mediante gli strumenti previsti dalla normativa.
E’ stata l’introduzione di una soglia di tolleranza del 5%. Questa novitĂ deve essere interpretata correttamente: la soglia non autorizza l’impresa a trasmettere dati approssimativi, nĂ© elimina gli obblighi di emissione del documento commerciale.
Perché possono emergere differenze
Gli scostamenti tra dati possono derivare da:
- arrotondamenti;
- resi;
- annullamenti;
- storni;
- pagamenti effettuati in giornate diverse;
- errori di imputazione;
- malfunzionamenti;
- differenze tra POS e registratore;
- registrazioni contabili non allineate;
- operazioni esenti o non soggette a certificazione.
Non tutte le differenze sono automaticamente sintomo di evasione o irregolaritĂ .
Tuttavia, una differenza deve essere sempre spiegabile e documentabile.
Che cosa significa la soglia del 5%
La soglia di tolleranza consente di gestire determinati scostamenti entro il limite previsto, secondo le modalitĂ applicabili.
Non deve però essere considerata:
- una franchigia generale;
- una deroga all’obbligo di memorizzazione;
- un’autorizzazione a non emettere il documento commerciale;
- una copertura per omissioni sistematiche;
- una sostituzione della contabilitĂ .
La soglia può assumere rilievo nell’analisi di anomalie e nella valutazione degli scostamenti, ma la singola impresa deve comunque verificare la natura della differenza.
Il collegamento tra POS e registratore telematico
Dal 2026 il collegamento tra strumenti di pagamento elettronico e registratore telematico assume un’importanza crescente.
L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione il servizio “Gestione collegamenti” per associare i POS e gli altri strumenti di pagamento al registratore telematico censito.
L’impresa deve quindi verificare:
- quali POS sono utilizzati;
- a quale registratore sono collegati;
- se il collegamento è aggiornato;
- se esistono strumenti non censiti;
- se i pagamenti risultano coerenti con i documenti emessi;
- se i rimborsi sono correttamente registrati.
Un pagamento tramite POS non riconciliato con una fattura o con un documento commerciale può diventare un’anomalia da spiegare.
Esempio pratico
Un’attività registra nel mese:
- corrispettivi trasmessi: 100.000 euro;
- pagamenti elettronici: 103.000 euro.
La differenza deve essere analizzata.
Potrebbe derivare da:
- un rimborso registrato dal gestore POS ma non ancora contabilizzato;
- un incasso relativo a una fattura;
- un pagamento anticipato;
- una transazione duplicata;
- un errore di chiusura;
- un documento non emesso.
La soglia del 5% può essere rilevante nella valutazione dello scostamento, ma l’impresa deve comunque conservare la documentazione che ne spiega la causa.
Cosa controllare ogni mese
Una procedura di riconciliazione dovrebbe confrontare:
- totale dei corrispettivi giornalieri;
- totale dei pagamenti POS;
- incassi in contanti;
- fatture emesse;
- note di credito;
- resi;
- rimborsi;
- movimenti bancari;
- chiusure del registratore telematico.
Il controllo mensile è preferibile a quello annuale perché consente di correggere tempestivamente gli errori.
Gestione degli errori
Quando emerge una differenza, occorre:
- individuare la giornata interessata;
- verificare la chiusura del registratore;
- controllare il dettaglio POS;
- ricostruire l’operazione;
- verificare la contabilitĂ ;
- correggere l’errore secondo la procedura applicabile;
- conservare la documentazione.
Non è corretto modificare manualmente i dati fiscali senza seguire le procedure previste.
La soglia e i controlli fiscali
I dati dei corrispettivi telematici possono essere incrociati con:
- fatture elettroniche;
- dati POS;
- versamenti bancari;
- dichiarazioni IVA;
- contabilitĂ ;
- dati del registratore telematico.
Per questo la tolleranza del 5% non deve diventare un obiettivo operativo.
L’obiettivo dell’impresa deve essere mantenere dati coerenti e spiegare tempestivamente ogni differenza.
Conclusione
La soglia di tolleranza del 5% può semplificare la gestione di determinati scostamenti, ma non sostituisce la corretta certificazione delle operazioni.
Per ridurre il rischio fiscale è necessario riconciliare con regolarità registratore, POS, fatture, contabilità e conti correnti.
Grazie per l’attenzione.
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