Il calendario dei versamenti fiscali rappresenta ogni anno uno dei momenti piĂą delicati per imprese, professionisti e lavoratrici e lavoratori autonomi. Non si tratta soltanto di rispettare una data: occorre coordinare dichiarazioni, liquiditĂ , eventuali crediti, acconti e scelte fiscali che possono incidere sul bilancio e sulla gestione finanziaria.
Per il 2026, il legislatore ha previsto una proroga dei versamenti in scadenza ordinaria, riconoscendo più tempo ai contribuenti soggetti agli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), ai contribuenti forfetari, ai soggetti in regime di vantaggio e ai contribuenti collegati a soggetti ISA.
La misura è stata introdotta dall’art. 6 del D.L. 22 maggio 2026, n. 89, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026. Il rinvio è stato collegato anche al ritardo nella disponibilità del software “Il tuo ISA 2026 CPB”, necessario per elaborare correttamente i dati ISA e le proposte di Concordato Preventivo Biennale.
La proroga, quindi, non deve essere considerata soltanto come uno slittamento tecnico ma una PMI può rappresentare un margine utile per completare le verifiche, migliorare la pianificazione di cassa e assumere decisioni fiscali basate su dati più aggiornati.
Quali sono le nuove scadenze
Il calendario dei versamenti viene modificato per i contribuenti che rientrano nel perimetro della proroga.
Le principali scadenze sono:
- 30 giugno 2026: resta il termine ordinario per i contribuenti non interessati dalla proroga;
- 20 luglio 2026: termine per i soggetti agevolati, senza maggiorazione;
- entro i trenta giorni successivi: possibilitĂ di versare con la maggiorazione dello 0,80% a titolo di interesse corrispettivo;
- 30 novembre 2026: resta la scadenza ordinaria del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, salvo specifiche disposizioni applicabili al singolo contribuente.
La maggiorazione dello 0,80% rappresenta un elemento da valutare con attenzione. In passato, per analoghe finestre di differimento, la maggiorazione era generalmente piĂą contenuta. Nel 2026 il costo del rinvio ulteriore risulta quindi piĂą elevato.
Per questo la scelta di posticipare il pagamento non dovrebbe essere automatica ma valutata confrontando:
- disponibilitĂ finanziarie;
- importo complessivo delle imposte;
- eventuali scadenze concomitanti;
- possibilitĂ di rateizzare;
- costi collegati alla maggiorazione;
- esigenze di liquidità dell’impresa.
Chi può beneficiare della proroga
La proroga riguarda innanzitutto i contribuenti che esercitano attivitĂ economiche per le quali sono stati approvati gli ISA e che dichiarano ricavi o compensi non superiori al limite previsto per ciascun indice.
Il limite generale indicato nelle istruzioni è pari a 5.164.569 euro.
Possono inoltre beneficiare del differimento:
- i contribuenti che applicano il regime forfetario;
- i contribuenti che applicano il regime di vantaggio;
- i soggetti che presentano specifiche cause di esclusione dagli ISA;
- i soci di societĂ , associazioni e imprese in regime di trasparenza fiscale assoggettate agli ISA, quando ricorrono le condizioni previste.
Tra le cause di esclusione che possono comunque consentire l’accesso alla proroga rientrano, ad esempio:
- inizio dell’attività ;
- cessazione dell’attività ;
- periodo di non normale svolgimento dell’attività ;
- determinazione forfetaria del reddito;
- altre situazioni che impediscono l’applicazione ordinaria dell’indice.
Resta invece escluso, secondo i chiarimenti richiamati nelle istruzioni, chi svolge esclusivamente attività agricola ed è titolare soltanto di redditi agrari.
Quali versamenti possono essere differiti
La proroga riguarda, in linea generale, i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell’IRAP e dell’IVA in scadenza nel periodo interessato.
Tra gli importi che possono rientrare nel differimento sono compresi:
- saldo delle imposte sui redditi;
- primo acconto;
- IRPEF;
- IRES;
- IRAP;
- imposte sostitutive;
- addizionali;
- maggiorazioni collegate a specifici regimi;
- saldo e primo acconto dell’IVIE e dell’IVAFE, quando ricorrono i presupposti;
- imposta sulle cripto-attivitĂ ;
- contributi previdenziali dovuti dagli artigiani, commercianti e professionisti iscritti alle gestioni INPS;
- diritto annuale camerale.
La verifica deve essere svolta caso per caso, perché non tutti i versamenti collegati all’attività del contribuente seguono necessariamente la stessa scadenza.
La proroga non modifica tutti i termini
Un errore frequente consiste nel ritenere che ogni pagamento fiscale possa essere automaticamente rinviato.
La proroga non riguarda, ad esempio, i soggetti IRES che hanno giĂ un termine di versamento successivo al 30 giugno per effetto:
- della data di approvazione del bilancio;
- dell’esercizio non coincidente con l’anno solare;
- di altre specifiche disposizioni che spostano ordinariamente la scadenza.
Resta fuori dal differimento anche la seconda rata dell’imposta sostitutiva dovuta per l’estromissione dell’immobile strumentale dell’imprenditore individuale, quando il relativo termine rimane fissato al 30 giugno.
Questo conferma l’importanza di distinguere tra:
- versamenti prorogati per legge;
- versamenti con scadenza ordinaria successiva;
- versamenti non inclusi nella misura.
Rateizzazione: piĂą flessibilitĂ , ma serve una pianificazione
La normativa consente di rateizzare le somme dovute a titolo di saldo e acconto delle imposte e dei contributi, con la maggiorazione degli interessi prevista per le rate successive alla prima.
Il termine ultimo per completare la rateizzazione è fissato al 16 dicembre.
Per una PMI la rateizzazione può essere uno strumento utile per distribuire il carico finanziario, ma non deve essere utilizzata senza una previsione di tesoreria. Prima di scegliere il numero delle rate è opportuno stimare:
- entrate attese;
- uscite ricorrenti;
- scadenze verso banche e fornitori;
- costo del personale;
- investimenti giĂ programmati;
- eventuali acconti fiscali successivi.
Una rata sostenibile oggi potrebbe diventare difficile da rispettare in autunno se il ciclo degli incassi non è stato valutato correttamente.
Perché il ritardo del software ISA ha inciso sui versamenti
La proroga è stata collegata al ritardo nella disponibilità del software ISA 2026 CPB. L’applicativo “Il tuo ISA 2026 CPB” è stato reso disponibile il 13 maggio, mentre il termine ordinario per la disponibilità degli strumenti di supporto era fissato al 15 aprile.
Questo ha ridotto il tempo disponibile per:
- elaborare i dati;
- verificare le informazioni precalcolate;
- correggere eventuali anomalie;
- determinare il punteggio ISA;
- valutare l’eventuale adesione al CPB;
- calcolare correttamente le imposte e gli acconti.
Il differimento ha quindi una funzione pratica: evitare che dichiarazioni e versamenti vengano elaborati troppo rapidamente, sulla base di informazioni ancora incomplete.
Il collegamento con il Concordato Preventivo Biennale
Il calendario dei versamenti non può essere separato dal Concordato Preventivo Biennale.
ISA e CPB sono infatti collegati sotto diversi profili: il punteggio ISA può incidere sulla proposta concordataria e l’elaborazione dei dati dichiarativi è necessaria per valutare la convenienza dell’adesione.
La proroga offre quindi un margine temporale utile anche per:
- analizzare la proposta;
- verificare la coerenza tra reddito effettivo e reddito concordato;
- simulare gli effetti finanziari;
- valutare rischi e benefici dell’adesione;
- aggiornare il budget di tesoreria.
In questa prospettiva, il differimento non dovrebbe essere utilizzato soltanto per rinviare il pagamento, ma per migliorare la qualitĂ delle decisioni.
La proroga va inserita negli adeguati assetti
Il calendario fiscale è una componente importante degli Adeguati Assetti, soprattutto quando l’impresa deve prevedere uscite, acconti e debiti tributari nei mesi successivi.
Un assetto amministrativo adeguato dovrebbe consentire di:
- conoscere in anticipo gli importi da versare;
- distinguere scadenze ordinarie e prorogate;
- monitorare le rate;
- aggiornare il budget di tesoreria;
- verificare l’utilizzo di eventuali crediti in compensazione;
- conservare le ricevute dei versamenti.
La proroga rende più ampio il margine temporale, ma non elimina la responsabilità gestionale. Al contrario, il tempo aggiuntivo può essere utilizzato per rendere più ordinata la pianificazione fiscale e finanziaria.
Non è solo una scadenza: è una scelta finanziaria
La proroga dei versamenti fiscali 2026 offre un’opportunità concreta a imprese, professionisti, forfetari e soggetti collegati agli ISA. Ma il differimento deve essere gestito con attenzione.
Pagare entro il 20 luglio consente di evitare maggiorazioni. Pagare nei trenta giorni successivi offre ulteriore flessibilità , ma comporta un interesse dello 0,80%. Rateizzare può alleggerire l’impatto immediato, ma richiede una previsione realistica della liquidità futura.
La decisione corretta dipende quindi non solo dalla norma, ma anche dai numeri dell’impresa, dalla qualità delle informazioni disponibili e dalla capacità di trasformare il calendario fiscale in un vero strumento di pianificazione.
Grazie per l’attenzione.
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