Redditi PF precompilato 2026: perché i dati vanno controllati prima dell’invio

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La dichiarazione precompilata è uno strumento utile, ma non è una dichiarazione automaticamente corretta. I dati messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate rappresentano una base di lavoro che deve essere verificata, integrata e, quando necessario, modificata.

La guida dell’Agenzia sulle agevolazioni della dichiarazione 2026 raccoglie informazioni su spese sanitarie, mutui, istruzione, erogazioni liberali, contributi previdenziali, bonus edilizi, bonus mobili, superbonus e crediti d’imposta.

Chi può utilizzare Redditi PF precompilato

Alcuni contribuenti non possono utilizzare il modello 730 precompilato e devono presentare il modello Redditi PF.

Tra questi rientrano coloro che hanno percepito:

  • redditi d’impresa;
  • redditi di lavoro autonomo con partita IVA;
  • redditi di partecipazione;
  • redditi da trust in qualità di beneficiari;
  • alcuni redditi diversi;
  • redditi da agroenergie non qualificabili come reddito agrario.

Anche i contribuenti forfetari e in regime di vantaggio possono utilizzare Redditi PF Web per completare i principali quadri del modello. I soggetti ISA o con redditi di partecipazione devono invece utilizzare il software Redditi PF Online.

Nuovi limiti per chi ha redditi superiori a 75.000 euro

Una delle novità più importanti riguarda il nuovo plafond per alcune detrazioni.

Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, l’importo massimo delle spese detraibili dipende da:

  • reddito complessivo;
  • numero dei figli a carico;
  • presenza di figli con disabilità.

L’importo base è:

  • 14.000 euro per redditi tra 75.000 e 100.000 euro;
  • 8.000 euro oltre 100.000 euro.

Il valore viene moltiplicato per un coefficiente familiare:

  • 0,5 senza figli a carico;
  • 0,7 con un figlio;
  • 0,85 con due figli;
  • 1 con almeno tre figli o un figlio con disabilità.

Restano escluse dal nuovo limite alcune spese fondamentali, come quelle sanitarie e le rate dei mutui stipulati fino al 31 dicembre 2024, secondo quanto riportato nella guida della circolare.

Pagamenti tracciabili

Per molte detrazioni al 19% è necessario dimostrare il pagamento tramite strumenti tracciabili:

  • carte;
  • bancomat;
  • bonifici;
  • applicazioni di pagamento;
  • altri strumenti elettronici.

Restano alcune eccezioni, tra cui medicinali, dispositivi medici e prestazioni rese da strutture pubbliche o private accreditate.

È importante conservare:

  • ricevute POS;
  • contabili dei bonifici;
  • estratti conto;
  • fatture e documenti di spesa.

Familiari a carico e Assegno Unico

L’Assegno Unico non elimina il diritto di detrarre o dedurre le spese sostenute nell’interesse dei figli.

Ai fini della detrazione, il familiare è considerato a carico se il reddito non supera:

  • 2.840,51 euro;
  • 4.000 euro per figli fino a 24 anni.

Il contribuente deve quindi verificare correttamente il requisito reddituale e l’intestazione delle spese.

La precompilata non sostituisce il controllo

Il modello precompilato deve essere verificato con attenzione, soprattutto quando:

  • mancano documenti;
  • una spesa è stata sostenuta da più persone;
  • il pagamento è stato effettuato da soggetto diverso dall’intestatario;
  • vi sono bonus edilizi pluriennali;
  • esistono redditi da più fonti;
  • il contribuente è forfetario o titolare di partita IVA.

Anche i contribuenti forfetari devono controllare i dati precaricati, perché l’Agenzia può basarsi su fatture emesse e altri flussi informativi che non sempre coincidono con gli incassi effettivi.

Grazie per l’attenzione.


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