Dichiarazione IMU: diventa obbligatorio l’invio telematico

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Dichiarazione IMU: la nuova modalità telematica

Il decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 introduce importanti novità nella disciplina della dichiarazione IMU.

La principale riguarda la modalità di presentazione: la dichiarazione dovrà essere trasmessa esclusivamente in via telematica.

La modifica supera la precedente distinzione tra:

  • modello IMU/IMPi, utilizzato dalla generalità dei contribuenti;
  • modello IMU ENC, destinato agli enti non commerciali.

L’obiettivo è arrivare a una dichiarazione IMU unica, pur mantenendo alcune regole specifiche per gli enti non commerciali.

Il nuovo modello unico

L’articolo 26 del D.Lgs. n. 147/2026 modifica la disciplina prevista dall’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, introducendo l’obbligo di presentazione telematica.

Il nuovo modello e le specifiche tecniche dovranno essere definiti con un successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali.

Fino all’approvazione delle nuove regole tecniche, occorre prestare attenzione alle istruzioni operative e ai modelli ancora utilizzabili.

La novità richiede quindi una fase di transizione nella quale sarà importante verificare:

  • decorrenza effettiva;
  • modello approvato;
  • canale telematico;
  • soggetti abilitati;
  • eventuale intermediario;
  • ricevuta di invio;
  • dati catastali e proprietari.

Il termine resta il 30 giugno

L’obbligo telematico non modifica la scadenza generale.

La dichiarazione deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui:

  • è iniziato il possesso dell’immobile;
  • sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.

La dichiarazione non deve essere ripresentata ogni anno quando non sono intervenute modifiche rilevanti.

Devono invece essere comunicate, ad esempio:

  • variazioni nella titolarità;
  • cambiamenti nella destinazione dell’immobile;
  • modifiche che incidono sull’imponibile;
  • applicazione o perdita di agevolazioni;
  • variazioni nei requisiti soggettivi;
  • cambiamenti nelle condizioni di esenzione o riduzione.

Quando la dichiarazione non è necessaria

La dichiarazione può non essere necessaria quando le informazioni rilevanti sono già nella disponibilità del Comune o possono essere acquisite attraverso banche dati pubbliche.

È il caso, ad esempio, di acquisti o cessioni immobiliari formalizzati mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata, quando il notaio provvede agli adempimenti pubblicitari e agli aggiornamenti catastali.

Il principio non deve però essere applicato in modo automatico. Il contribuente deve verificare se il Comune dispone effettivamente delle informazioni necessarie per determinare l’imposta.

In caso di dubbio, è preferibile conservare la documentazione relativa all’operazione e verificare la posizione dichiarativa.

Enti non commerciali

Gli enti non commerciali continuano a essere soggetti a regole specifiche.

La dichiarazione deve essere presentata ogni anno secondo le modalità previste dalla disciplina IMU ENC, anche quando il patrimonio immobiliare non ha subito variazioni.

Questo dipende dalla particolare modalità di determinazione dell’imposta dovuta dagli enti non commerciali, che possono utilizzare il criterio del rapporto proporzionale tra attività commerciali e attività istituzionali.

La nuova dichiarazione telematica unitaria non elimina quindi:

  • la periodicità specifica;
  • gli obblighi di rendicontazione;
  • la necessità di distinguere gli immobili;
  • la documentazione sull’utilizzo degli spazi;
  • i dati relativi alle attività commerciali e istituzionali.

Immobili merce e altre fattispecie

Alcune situazioni continuano a richiedere particolare attenzione, tra cui:

  • immobili merce;
  • alloggi sociali;
  • immobili destinati a finalità specifiche;
  • immobili utilizzati dal personale delle Forze armate;
  • fabbricati con agevolazioni;
  • immobili soggetti a variazioni catastali;
  • immobili posseduti da enti non commerciali.

La dichiarazione serve soprattutto quando il Comune non è in grado di ricostruire autonomamente i presupposti dell’agevolazione.

Rendita catastale contestata

Il D.Lgs. n. 147/2026 disciplina anche gli effetti del contenzioso relativo alla rendita catastale.

Il termine per accertare la maggiore IMU viene collegato al passaggio in giudicato della sentenza sulla rendita.

La disciplina prevede inoltre una tutela per il contribuente sul fronte del rimborso, con la possibilità di chiedere la restituzione delle somme versate in eccesso entro il termine previsto.

Questo aspetto è importante quando la rendita catastale viene modificata a seguito di una procedura amministrativa o giudiziaria.

Sanzioni e ravvedimento

Le nuove sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU trovano applicazione per le violazioni commesse dal 1° gennaio 2027.

Dal 2027, inoltre, viene estesa ai tributi locali una disciplina più ampia del ravvedimento operoso.

Per i contribuenti sarà quindi possibile regolarizzare alcune violazioni con una riduzione delle sanzioni, a condizione che la regolarizzazione avvenga prima della notifica di specifici atti o dell’avvio di determinati controlli.

Come prepararsi

Per gestire correttamente la nuova dichiarazione IMU è utile:

  • aggiornare l’anagrafe degli immobili;
  • verificare titoli di possesso e diritti reali;
  • controllare rendite e categorie catastali;
  • individuare le variazioni intervenute;
  • conservare atti notarili e contratti;
  • verificare agevolazioni ed esenzioni;
  • predisporre una scadenza interna al 30 giugno;
  • conservare la ricevuta telematica.

Conclusioni

La dichiarazione IMU diventa un adempimento completamente telematico e tende a essere ricondotta a un modello unico.

Il termine del 30 giugno resta invariato, ma imprese, enti e proprietari dovranno organizzare meglio i dati immobiliari e la documentazione a supporto.

Grazie per l’attenzione.


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