Compensi agli amministratori: quando sono deducibili per la societĂ
Il tema: perché il momento del pagamento è decisivo
La deducibilità dei compensi agli amministratori è un tema ricorrente nella gestione fiscale delle società e degli enti. Non è sufficiente, infatti, che il compenso sia deliberato o contabilizzato: ciò che conta davvero è quando il compenso viene effettivamente pagato.
La normativa fiscale prevede regole specifiche che incidono sia sulla deducibilità del costo per la società , sia sugli effetti contributivi e previdenziali. Comprendere correttamente questi meccanismi consente di evitare errori in chiusura d’esercizio e possibili contestazioni.
Il principio generale: il criterio di cassa “allargato”
I compensi agli amministratori di societĂ e di enti sono deducibili secondo il criterio di cassa, e non secondo il principio di competenza.
In concreto:
- il costo è deducibile nell’esercizio in cui il compenso viene pagato;
- si applica il cosiddetto criterio di cassa allargato:
i compensi corrisposti entro il 12 gennaio dell’anno successivo si considerano percepiti nel periodo d’imposta precedente.
Esempio pratico: un compenso riferito al 2025, pagato il 10 gennaio 2026. Tale importo sarĂ :
- deducibile per la societĂ nel 2025;
- tassato in capo all’amministratore nel 2025.
Questa regola è particolarmente rilevante in fase di chiusura del bilancio e di pianificazione dei flussi finanziari.
Gli effetti previdenziali
Il criterio di cassa allargato non ha rilievo solo fiscale, infatti anche ai fini previdenziali, i compensi agli amministratori seguono lo stesso principio: il momento del pagamento determina l’obbligo contributivo.
Di conseguenza, una corretta programmazione delle erogazioni entro il 12 gennaio consente di:
- allineare fiscalitĂ e contribuzione;
- evitare disallineamenti tra costo dedotto e oneri previdenziali.
L’eccezione: l’amministratore che opera come professionista
La disciplina cambia nel caso in cui l’amministratore fatturi il compenso come libero professionista.
In questa ipotesi:
- non si applica il criterio di cassa allargato;
- il compenso è deducibile per la società solo se effettivamente pagato entro il 31 dicembre.
Per esempio se un amministratore-professionista emette fattura per il 2025, ma il pagamento avviene a gennaio 2026:
- il costo non è deducibile nel 2025;
- la deduzione slitta all’esercizio 2026.
Questa distinzione è spesso sottovalutata, ma ha un impatto concreto sulla determinazione del reddito d’impresa.
Quando si considera “pagato” il compenso
Un ulteriore aspetto cruciale riguarda le modalitĂ di pagamento.
- Bonifico bancario: conta il momento in cui la somma entra nella disponibilità dell’amministratore, non la data di disposizione del bonifico da parte della società ;
- Assegno bancario: rileva invece la data di emissione dell’assegno, indipendentemente dall’incasso.
Anche questo dettaglio può fare la differenza tra deducibilità o rinvio del costo all’esercizio successivo.
In sintesi: attenzione alla pianificazione
La deducibilitĂ dei compensi agli amministratori richiede:
- attenzione alle tempistiche di pagamento;
- corretta distinzione tra amministratore “ordinario” e amministratore-professionista;
- coerenza tra aspetti fiscali, contributivi e finanziari.
Una gestione consapevole di questi elementi consente di evitare errori formali e di ottimizzare la fiscalitĂ nel rispetto delle regole.
Grazie per l’attenzione.
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